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Parquet

Parquet, una storia con oltre quattrocento anni di evoluzione: dal francese, parquet è il diminutivo di parc e letteralmente significa ‘piccolo parco’. Dalla seconda metà del XVI secolo questo tipo di pavimentazione venne utilizzata presso la Reggia di Versailles, con lo scopo di sostituire il vecchio pavimento in marmo. Il marmo richiedeva infatti eccessive cure nelle operazioni di pulizia e lavaggio, esponendo i travetti posti al di sotto della pavimentazione al rischio di marcescenza. Dalla Francia si sviluppò un’avanzata tecnica di assemblaggio, realizzati nelle forme di listelli rettangolari, triangolari, losanghe e altre forme geometriche, con lo scopo di rivestire e decorare pavimenti, pareti, soffitti e cupole.

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Ad oggi sul mercato esistono molte tipologie e varianti che vanno sotto il nome di parquet. Per regolamentare questo settore l’Unione Europea ha introdotto alcuni vincoli a livello produttivo. Solo quegli elementi realizzati completamente in legno massello e quelli in cui lo spessore di legno nobile sia di almeno 2.5 millimetri possono godere della nomenclatura ufficiale di ‘parquet’. Si parla di parquet prefinito, un multistrato composto da legno nobile e legno dolce, che garantisce una buona tenuta nel tempo e un notevole risparmio a livello di messa in opera e trattamenti. All’interno della famiglia dei parquet prefiniti esistono poi i pre-levigati, che necessitano di una finitura in opera e sono quindi decisamente customizzabili.

 

Allontanandoci dalla definizione di parquet tout-court troviamo poi il laminato. Il laminato o finto parquet è composto da uno strato in PVC (6, 8 o 12 millimetri di spessore) ed uno strato di HDF/MDF. Quest’ultimo è composto per l’80-90% in legno, a cui si aggiungono tramite pressofusione altri materiali (pannelli intermedi in fibra di legno, foglio decorativo, film protettivo). Pur rappresentando una scelta esteticamente e qualitativamente inferiore rispetto alle altre tipologie di pavimentazione completamente in legno, il laminato è comunque un ottimo compromesso qualità/prezzo.
La posa in opera del parquet non è un’attività che si impara leggendo una guida su internet. Il nostro intento qui è quello di informare il cliente finale circa le differenti possibilità di installazione in base al budget a disposizione e alle caratteristiche peculiari dell’ambiente.

 

Andiamo quindi a presentare le tre tipologie per la posa in opera del parquet: incollato, inchiodato o fluttuante.
La scelta tra le differenti tecniche non è solo relativa alla spesa o alla resa estetica del parquet. Molto importanti sono anche i tempi di attesa. Nel caso della posa flottante, poco dopo la fine dei lavori è possibile utilizzare la stanza. Nel caso opposto della messa in opera con colla di listoni di legno massello di grandi dimensioni può essere necessario attendere fino a oltre un mese.

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